Il costo reale
Unire 14.000 € di debiti residui in un'unica rata a 96 mesi con TAEG 8,5% può abbassare la mensilità da 520 a circa 200 €, ma il costo totale sale di oltre 5.000 € di interessi rispetto a ciò che restava da pagare. La rata scende, il conto finale cresce: è il punto da guardare.
Il consolidamento debiti riunisce più finanziamenti in un unico prestito, con una sola rata e una sola scadenza. Il vantaggio immediato è la semplicità e, quasi sempre, una mensilità più bassa. Il meccanismo che la abbassa, però, è l'allungamento della durata: pagate meno ogni mese perché pagate più a lungo, e ogni mese in più sono interessi in più.
Come funziona il consolidamento
La nuova finanziaria estingue i vostri prestiti in corso e ne apre uno solo, di importo pari alla somma dei debiti residui, spesso con un po' di liquidità aggiuntiva. Da quel momento pagate una rata unica. Il TAEG del consolidamento, comprensivo di spese e assicurazioni, è ciò che determina se l'operazione vi conviene: confrontatelo con il costo che ancora vi resta da sostenere sui finanziamenti attuali.
Su 14.000 € di residuo, passare a 96 mesi porta la rata sotto i 210 € ma allunga il rimborso di anni. Prima di firmare, calcolate il totale che restituirete con il consolidamento e mettetelo accanto al totale che vi manca oggi: la differenza è il prezzo reale della rata più leggera.
Quando conviene e quando no
Conviene quando la rata attuale mette in difficoltà il bilancio mensile e il sovraccosto totale resta contenuto: se guadagnate respiro senza gonfiare troppo gli interessi, l'operazione ha senso. Conviene anche quando riunire più tassi alti in uno più basso riduce davvero il costo complessivo, non solo la mensilità.
Non conviene quando l'unico effetto è spalmare lo stesso debito su un tempo molto più lungo a un TAEG simile: pagate meno al mese ma molto di più alla fine. La regola pratica è semplice: se il sovraccosto totale supera il beneficio mensile che ottenete, ripensateci.
Consolidamento con segnalazione CRIF
Con una segnalazione in CRIF per ritardi o insoluti, ottenere un consolidamento ordinario è più difficile, ma non impossibile. Le strade praticabili sono la cessione del quinto, che grazie alla trattenuta alla fonte prescinde in parte dalla storia creditizia, oppure finanziarie specializzate che valutano la situazione caso per caso. Diffidate però di chi promette approvazioni certe a chiunque: nessun credito è garantito, e chi lo afferma è un segnale d'allarme.
Le alternative da valutare
Prima del consolidamento, valutate se rinegoziare uno solo dei prestiti più cari basta a ridare respiro. In situazioni di sovraindebitamento grave esistono strumenti diversi, come il saldo e stralcio — la chiusura del debito con un pagamento inferiore concordato — o le procedure previste dalla legge sul sovraindebitamento. Per queste strade rivolgetevi a un organismo di composizione della crisi o a un'associazione di consumatori: qui il fai da te può costare caro.
Da leggere dopo
- Consolidamento con segnalazione CRIF: cosa si può fare
- Consolidamento o cessione del quinto: il confronto
- Saldo e stralcio: quando e come negoziare i debiti
Tra tenere le rate separate e consolidarle, il consolidamento resta la scelta più sana per chi ha più di tre rate in corso e fatica ad arrivare a fine mese: a patto di misurare prima il costo totale, non solo la rata.