Il costo reale
Un prestito personale da 10.000 € in 5 anni con un TAEG del 9,8% comporta circa 2.600 € di interessi: restituite intorno a 12.600 €, con una rata vicina ai 210 € al mese. Il TAN pubblicizzato dice quasi sempre meno del vero: l'indicatore da leggere è il TAEG.
Il prestito personale è un finanziamento non finalizzato: la banca o la finanziaria vi versa una somma e voi la restituite in rate fisse, senza dover dimostrare a cosa serve. Questa libertà si paga con un tasso mediamente più alto rispetto al prestito finalizzato, quello legato a un acquisto preciso. Capire questa differenza è il primo passo per non confrontare prodotti diversi come se fossero uguali.
Cos'è e come funziona davvero
Nel prestito personale l'importo va da poche migliaia a circa 60.000 €, con durate che oscillano tra 12 e 120 mesi. La rata è calcolata con l'ammortamento alla francese: paghate una quota fissa ogni mese, all'inizio composta più da interessi che da capitale. Allungare la durata abbassa la rata ma alza il totale degli interessi, perché il capitale resta impegnato più a lungo.
Il finalizzato, al contrario, è vincolato a un bene: un'auto, un elettrodomestico, un corso. Spesso ha un tasso più basso perché il venditore convenzionato assorbe parte del costo, ma non vi lascia libertà d'uso. Se non sapete ancora con precisione come userete la somma, il personale resta la scelta di partenza.
TAN, TAEG e costo totale
Il TAN, Tasso Annuo Nominale, misura il solo interesse puro sul capitale. Il TAEG, Tasso Annuo Effettivo Globale, comprende anche le spese obbligatorie: istruttoria, incasso rata, imposta di bollo, eventuale assicurazione richiesta. È il TAEG a dire quanto costa il prestito, e per legge deve comparire su ogni offerta.
Su un prestito da 15.000 € in 60 mesi, un TAN del 6,8% con 150 € di istruttoria e 2,50 € di incasso rata porta il TAEG reale oltre il 7,4%. Sembra poco, ma su cinque anni sono qualche centinaio di euro in più rispetto a quanto lascerebbe intendere il solo TAN. Prima di scegliere, mettete in fila il TAEG di almeno tre proposte: è l'unico confronto che ha senso.
Nessun tasso è libero: la Banca d'Italia pubblica ogni trimestre i tassi soglia oltre i quali un interesse è usurario. Un'offerta che vi propone un TAEG vicino o sopra quella soglia non è un affare, è un segnale d'allarme da verificare.
Requisiti e documenti per ottenerlo
Le banche valutano tre cose: un reddito dimostrabile, la sua stabilità e la vostra storia creditizia registrata in CRIF, la banca dati che raccoglie i finanziamenti attivi e i ritardi di pagamento. Una busta paga a tempo indeterminato è la condizione più semplice; con contratti a termine, redditi da autonomo o pensione i margini si stringono, ma le porte non si chiudono.
- Documento d'identità e codice fiscale in corso di validità.
- Ultima busta paga o modello di dichiarazione dei redditi per gli autonomi.
- Estratto conto o prova dell'accredito dello stipendio.
La rata sostenibile, secondo la prassi delle finanziarie, non dovrebbe superare un terzo del reddito netto mensile una volta sommati gli altri impegni già in corso. Superata quella soglia, la probabilità di un rifiuto cresce.
Come confrontare le offerte senza sbagliare
Chiedete a ogni istituto il Modulo SECCI, il prospetto standardizzato europeo che elenca per legge tutte le voci di spesa. Confrontatelo riga per riga: due offerte con lo stesso TAN possono avere TAEG diversi per via delle spese accessorie. Diffidate di chi insiste sulla rata bassa senza mai nominare il costo totale.
Nel dubbio, usate il nostro calcolatore per vedere subito rata e totale su importo e durata reali, poi il verificatore del costo reale per misurare quanto le spese accessorie fanno salire il TAEG. Sono strumenti informativi: la decisione finale resta con la banca o con un mediatore creditizio iscritto all'OAM.
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Prima di firmare, guardate una sola cifra: il costo totale del credito. Se supera di oltre un quarto la somma che ricevete, prendetevi il tempo di cercare un'alternativa e di confrontare almeno altre due offerte sul TAEG.