Il costo reale
Su un prestito da 15.000 € in 60 mesi, un TAN del 6,8% con 150 € di istruttoria e 2,50 € di incasso rata diventa un TAEG oltre il 7,4%. Lo scarto sembra minimo, ma è la misura di quanto le spese accessorie pesano sul vostro portafoglio.
Ogni offerta di prestito mostra due percentuali. Il TAN, Tasso Annuo Nominale, è il tasso di interesse puro applicato al capitale. Il TAEG, Tasso Annuo Effettivo Globale, comprende il TAN più tutte le spese obbligatorie del finanziamento. Solo il secondo dice quanto costa il prestito, ed è l'unico numero su cui ha senso confrontare due offerte.
TAN e TAEG: la differenza che conta
Il TAN calcola gli interessi sul capitale residuo. Se prendete 15.000 € al 6,8% e li restituite in cinque anni, il TAN determina la componente di interesse di ogni rata. Ma alla firma pagate anche altro: spese di istruttoria, imposta di bollo, incasso della rata, a volte un'assicurazione richiesta. Il TAEG mette tutto insieme in un'unica percentuale annua, secondo una formula stabilita a livello europeo.
Due offerte con lo stesso TAN possono quindi avere TAEG diversi. È il motivo per cui confrontare i TAN è inutile: solo il TAEG rende paragonabili prodotti con spese diverse.
Le spese accessorie nascoste nel TAEG
Le voci che gonfiano il TAEG rispetto al TAN sono spesso presentate come piccole cifre. L'istruttoria è una spesa una tantum all'avvio; l'incasso rata si paga ogni mese e, moltiplicato per la durata, incide più di quanto sembri; l'assicurazione facoltativa, quando c'è, può pesare parecchio.
- Spese di istruttoria: un costo iniziale, tipicamente da poche decine a qualche centinaio di euro.
- Incasso rata: pochi euro al mese che su 60 o 84 mesi diventano una cifra significativa.
- Imposta di bollo e comunicazioni periodiche: piccole ma ricorrenti.
Il modo per vederle tutte è pretendere il Modulo SECCI, il prospetto standardizzato europeo che elenca per legge ogni voce di spesa prima della firma.
I tassi soglia antiusura di Banca d'Italia
La Banca d'Italia pubblica ogni trimestre i TEGM, i tassi effettivi globali medi per ciascuna categoria di credito, e da questi si ricava il tasso soglia oltre il quale un interesse è considerato usurario. Sotto quella riga il contratto è legale; sopra, potete contestarlo. I valori cambiano ogni trimestre e per tipo di finanziamento, quindi vanno verificati alla fonte al momento in cui firmate, non dati per scontati.
Un'offerta con un TAEG vicino alla soglia non è necessariamente illegale, ma è cara e va guardata con attenzione. Un TAEG che la supera è un motivo concreto per fermarsi e rivolgersi a un'associazione di consumatori.
Come leggere un'offerta senza farsi ingannare
Partite sempre dal TAEG e dal costo totale del credito, la cifra in euro che restituirete oltre al capitale. Confrontate almeno tre proposte sullo stesso importo e sulla stessa durata. Se un venditore sposta il discorso sulla rata bassa ed evita il TAEG, insistete: quella evasività è di per sé un'informazione.
Il verificatore del costo reale in fondo alla pagina ricostruisce il TAEG a partire da TAN e spese, così vedete subito lo scarto tra il tasso vantato e quello effettivo.
Da leggere dopo
- Tassi soglia antiusura: i limiti di Banca d'Italia
- Spese accessorie del prestito: quali sono e come evitarle
- Assicurazione sul prestito: quando è davvero obbligatoria
Chiedete alla vostra banca il Modulo SECCI e confrontate il TAEG con almeno altre due offerte sullo stesso importo e sulla stessa durata: è il gesto che, in cinque minuti, vi dice quale prestito costa davvero meno.