Tutti Prestiti Personali Cessione del Quinto Guide e Tassi Banche e Conti Notizie

Portabilità del numero: tempi, costi e come farla

23 août 2026 15 min de lecture Mis a jour 24 août 2026
Questo articolo è stato generato da un'intelligenza artificiale e pubblicato senza una revisione umana approfondita.

In breve

  • La portabilità del numero mobile consente di cambiare gestore mantenendo lo stesso numero telefonico.
  • Secondo la delibera AGCOM 147/11/CIR, il trasferimento numero deve chiudersi entro 2 giorni lavorativi dalla richiesta corretta.
  • La procedura è gratuita, ma possono restare da pagare il costo della nuova SIM, eventuali rate di smartphone e penali contrattuali legittimamente previste.
  • Per avviare la pratica servono ICCID della vecchia SIM, documento di identità valido e codice fiscale.
  • Le offerte mobili cambiano spesso in base all’operatore di provenienza: lo stesso pacchetto dati può costare diversi euro in più al mese.

Portabilità del numero mobile: come funziona il trasferimento numero

La portabilità telefonica permette di cambiare provider telefonico senza abbandonare il numero usato per chiamate, WhatsApp, SPID, banca online e codici di sicurezza. Il meccanismo è semplice per chi lo richiede, ma coinvolge il vecchio gestore e quello nuovo. Il nuovo operatore raccoglie i dati, presenta la domanda e coordina il passaggio tecnico del numero.

La richiesta va fatta sempre al gestore che si vuole scegliere, non a quello che si sta lasciando. Si acquista una nuova SIM o una eSIM, si fornisce il codice ICCID della SIM precedente e si firma la domanda di MNP, sigla di Mobile Number Portability. L’ICCID è il codice numerico identificativo della SIM e si trova normalmente stampato sul supporto fisico o consultabile nell’area clienti dell’operatore.

Il momento decisivo è il cosiddetto cut-over. Fino a quell’ora la vecchia scheda continua a funzionare con il proprio numero. Al passaggio, la SIM precedente smette di registrarsi sulla rete e la nuova SIM riceve definitivamente il numero telefonico trasferito.

Non è necessario spiegare perché si vuole cambiare gestore. Un operatore non può rifiutare una portabilità SIM solo perché il cliente cerca un’offerta meno costosa. Può invece respingere la pratica se l’ICCID è errato, se i dati dell’intestatario non coincidono o se viene indicata una SIM diversa da quella collegata al numero da trasferire.

Il costo reale della scelta non è quasi mai nel modulo di portabilità. Sta nel canone mensile, nei gigabyte inclusi, nei costi extra e nelle condizioni riservate a chi proviene da una determinata rete. Un’offerta da 5,99 euro al mese anziché 8,99 euro fa risparmiare 36 euro in un anno, a parità di traffico e servizi.

Le promozioni legate alla provenienza sono frequenti. Kena Mobile, nei dati pubblicati sul proprio sito e consultati il 22 luglio 2026, indicava una proposta da 150 GB a 4,99 euro mensili per chi arrivava da specifici gestori, tra cui Iliad, CoopVoce e PosteMobile. Very Mobile applicava una logica simile, con 150 GB a 5,99 euro mensili per alcune provenienze selezionate.

Chi lascia TIM, Vodafone o WindTre può trovare condizioni meno favorevoli presso gli stessi operatori virtuali, pur ricevendo un volume dati comparabile. Vodafone, nelle offerte rivolte ai privati consultate il 22 luglio 2026, non basava invece tutte le promozioni sulla rete di provenienza. Le condizioni cambiano spesso, quindi il prezzo indicato in una pubblicità va confrontato con il dettaglio contrattuale.

La portabilità del numero non cancella automaticamente i pagamenti ricorrenti collegati alla vecchia SIM. Una domiciliazione bancaria per ricariche automatiche, un abbonamento a contenuti digitali o un servizio premium devono essere verificati e disattivati separatamente. Il cambio del gestore sposta il numero, non chiude ogni rapporto di pagamento creato in precedenza.

Deux cartes SIM sans logo et un smartphone posés sur des documents administratifs
Illustration générée par intelligence artificielle.

Tempi portabilità: quanto dura il passaggio secondo AGCOM

I tempi portabilità mobile sono fissati da regole AGCOM, non dalle promesse commerciali dei singoli gestori. La delibera AGCOM 147/11/CIR stabilisce che la portabilità del numero mobile venga completata entro 2 giorni lavorativi dalla richiesta presentata correttamente. Sabati, domeniche e festività non rientrano nel conteggio ordinario dei giorni lavorativi.

La data indicata dal nuovo operatore è il primo dato da conservare. Serve a capire quando la pratica è stata acquisita e quando il passaggio dovrebbe avvenire. La maggior parte delle migrazioni si chiude senza interruzioni rilevanti, ma per alcune ore possono verificarsi difficoltà temporanee nella ricezione di chiamate o SMS.

Il trasferimento numero può rallentare se l’ICCID è incompleto o trascritto male. L’errore più comune consiste nell’indicare il codice della nuova SIM invece di quello della scheda che si sta lasciando. In quel caso la domanda viene normalmente respinta e va inviata di nuovo con i dati corretti.

Un’altra causa frequente riguarda l’intestazione. Se il numero è intestato a una persona diversa da quella indicata nella nuova richiesta, il gestore ricevente può chiedere una correzione. Questa situazione si presenta spesso con SIM utilizzate in famiglia ma formalmente intestate a un genitore, a un coniuge o a un altro componente del nucleo.

Fase della procedura portabilità Tempi indicativi Cosa controllare
Acquisto SIM o eSIM Immediato o pochi giorni per la consegna Verificare il costo di attivazione e l’offerta riservata alla provenienza.
Invio della richiesta MNP Il giorno della sottoscrizione Controllare ICCID, codice fiscale e intestatario della SIM uscente.
Portabilità del numero mobile Entro 2 giorni lavorativi Conservare SMS, e-mail e numero della pratica.
Trasferimento credito residuo Variabile secondo le condizioni del vecchio gestore Richiedere il rimborso o il trasferimento secondo la procedura prevista.

Quando il termine regolamentare non viene rispettato, il cliente ha diritto a un indennizzo minimo di 2,5 euro per ogni giorno di ritardo, secondo le disposizioni richiamate da AGCOM per i ritardi nella portabilità mobile. L’indennizzo non sostituisce eventuali danni documentabili, ma costituisce una tutela minima per il ritardo del servizio.

Il soggetto da contattare per primo è il nuovo operatore. È lui che ha ricevuto la richiesta di portabilità SIM e può verificare se la pratica è ferma per un errore anagrafico, per un codice non valido o per una mancata risposta tecnica. Chiedere il numero della pratica e la motivazione precisa evita telefonate generiche senza risultato.

Un numero collegato a SPID, home banking, identità digitale, autenticazione a due fattori o servizi di lavoro non va trasferito alla vigilia di una scadenza. Il rischio non è perdere il numero, ma non ricevere un codice SMS durante la finestra di passaggio. Programmare la richiesta con qualche giorno di margine riduce questo problema.

La disciplina dei due giorni riguarda la telefonia mobile italiana standard. La portabilità di un numero fisso, di una linea aziendale, di una numerazione VoIP o di un servizio con centralino richiede verifiche differenti. In quei casi incidono la configurazione tecnica, l’indirizzo di attivazione e le competenze operatore necessarie per spostare correttamente la linea.

Costi portabilità e credito residuo: quali spese controllare prima del cambio

I costi portabilità del numero sono pari a zero per il trasferimento in sé. Nessun gestore può far pagare il diritto di mantenere il proprio numero quando si passa a un concorrente. Questo non significa che il cambio sia sempre privo di spese, perché la nuova SIM, l’attivazione dell’offerta e gli eventuali obblighi del vecchio contratto possono incidere sul conto finale.

Una SIM fisica può costare pochi euro una tantum, mentre una eSIM può essere inclusa, a pagamento o soggetta a condizioni specifiche. Il prezzo va controllato prima della conferma dell’ordine. Un canone mobile basso non compensa automaticamente un costo iniziale elevato se il numero viene usato solo per pochi mesi.

Il caso più delicato riguarda gli smartphone acquistati a rate. Se il contratto prevede 24 o 30 rate e il cliente cambia operatore dopo pochi mesi, le rate residue non scompaiono. In alcuni casi possono essere richieste in un’unica soluzione o mantenute con il piano di pagamento previsto, secondo le condizioni firmate.

Un’offerta da 7,99 euro al mese costa 95,88 euro in dodici mesi, senza considerare attivazione e SIM. Se per uscire dal vecchio rapporto restano 60 euro di rate di telefono e il nuovo gestore richiede 10 euro iniziali, il primo anno costa 165,88 euro. Questo è il calcolo da fare prima di guardare soltanto il prezzo mensile in pubblicità.

Il credito residuo delle SIM ricaricabili non passa sempre in automatico con il numero. Le modalità dipendono dalle condizioni del gestore uscente. Alcuni operatori prevedono il trasferimento del credito verso la nuova SIM, altri consentono il rimborso su richiesta e altri ancora applicano costi amministrativi previsti nelle condizioni economiche.

Un credito di 25 euro lasciato sulla vecchia scheda non è un dettaglio. Prima del cut-over, va letta la sezione dedicata a recesso, rimborso o trasferimento del credito sul sito del vecchio provider telefonico. Se il gestore consente il rimborso tramite bonifico o altra modalità, devono essere rispettati tempi e documenti indicati nella procedura.

La scelta tra consumo del credito e richiesta di rimborso dipende dall’importo e dalla tariffa applicata. Con pochi euro residui può essere più lineare usare il traffico prima della migrazione. Con una somma più alta, la richiesta formale evita che denaro già caricato resti inutilizzato.

Occorre poi distinguere tra portabilità e recesso da un contratto complesso. Una semplice SIM ricaricabile senza telefono incluso presenta normalmente costi limitati. Un’offerta abbinata a dispositivo, finanziamento, modem o servizi aggiuntivi richiede invece la lettura delle condizioni economiche, perché il numero può passare ma gli impegni di pagamento restano.

Chi usa una eSIM deve verificare anche la procedura di attivazione del nuovo profilo digitale. La tecnologia riduce l’attesa della consegna fisica, ma non elimina i controlli sulla portabilità telefonica. Per conoscere differenze pratiche e costi di attivazione, può essere utile consultare la guida su eSIM PosteMobile, attivazione e costi.

Questo contenuto offre informazioni generali e non costituisce consulenza personalizzata né attività di mediazione creditizia. Per contestazioni contrattuali rilevanti o costi non chiari, la documentazione dell’operatore e il supporto di un’associazione dei consumatori restano il punto di partenza più concreto.

Procedura portabilità SIM: documenti, passaggi e verifiche da fare

La procedura portabilità richiede pochi dati, ma devono essere esatti. Il nuovo gestore chiede il numero da trasferire, il codice ICCID della SIM uscente, un documento di identità in corso di validità e il codice fiscale. Per le attivazioni online può essere richiesta una verifica dell’identità tramite video-identificazione, firma digitale o caricamento dei documenti.

La SIM vecchia non deve essere tolta dal telefono per leggere l’ICCID, se il codice è già visibile sul supporto. In alternativa, molte aree clienti e applicazioni dei gestori mostrano il numero seriale della scheda. Copiare il codice direttamente riduce il rischio di inversioni e di cifre mancanti.

  1. Si confrontano le offerte verificando rete di provenienza, canone mensile, gigabyte, minuti e costi iniziali.
  2. Si acquista la nuova SIM o eSIM presso un negozio, un sito ufficiale o un canale autorizzato.
  3. Si comunicano ICCID, documento valido, codice fiscale e numero telefonico da trasferire.
  4. Si firma o si conferma la richiesta MNP e si conserva la ricevuta con data e numero pratica.
  5. Si attende il cut-over, mantenendo attiva la vecchia SIM fino al momento in cui perde il segnale.

La nuova scheda può avere inizialmente un numero provvisorio. Non va considerato un errore. È il numero temporaneo assegnato per consentire l’attivazione tecnica della SIM prima che il trasferimento numero venga completato. Quando avviene il cut-over, il numero storico sostituisce quello temporaneo.

Una verifica utile riguarda l’offerta di provenienza. Alcuni prezzi sono accessibili soltanto a chi arriva da specifiche sigle, anche quando queste usano reti differenti. Prima di inviare i dati, è necessario controllare la pagina dell’offerta e le condizioni contrattuali, non soltanto il banner pubblicitario.

CoopVoce, per esempio, è spesso inclusa nelle fasce di provenienza considerate da alcuni operatori virtuali. Il prezzo applicabile dipende però dalla campagna commerciale attiva al momento della richiesta. Le tariffe e le opzioni disponibili possono essere confrontate anche nella pagina dedicata alle offerte CoopVoce e alle relative tariffe.

La verifica va estesa alla copertura. Un’offerta economica non vale molto se nel luogo in cui si vive o si lavora la rete è instabile. Chi utilizza molto hotspot, videochiamate o connessioni domestiche alternative dovrebbe considerare anche la copertura fissa e il ruolo dell’infrastruttura, come spiegato nella guida sulla copertura Fibercop nella propria zona.

La portabilità mobile è ammessa anche tra operatori virtuali, detti MVNO, e tra un MVNO e un operatore tradizionale. MVNO significa Mobile Virtual Network Operator: è un gestore che vende servizi mobili appoggiandosi, in tutto o in parte, alla rete di un operatore infrastrutturato. Per il cliente, la richiesta segue gli stessi passaggi e conserva le stesse tutele di base.

La situazione cambia per le linee fisse, aziendali o VoIP. Un numero geografico può essere legato a una sede, a un contratto business, a un centralino o a un indirizzo di servizio. In queste pratiche possono servire una fattura recente, una delega dell’intestatario o una lettera di autorizzazione, spesso chiamata LOA, cioè Letter of Authorization.

La precisione iniziale costa meno di una pratica rifatta. Un controllo di due minuti su ICCID, intestatario e condizioni dell’offerta evita giorni di attesa, chiamate al servizio clienti e il rischio di perdere una promozione con una finestra di adesione limitata.

Portabilità del numero bloccata: reclamo, indennizzo e casi in cui attendere

Quando una portabilità del numero non si chiude entro i tempi previsti, il primo passo è chiedere al nuovo operatore lo stato esatto della pratica. La richiesta va fatta con dati concreti: data di sottoscrizione, numero telefonico, ICCID comunicato e codice identificativo della pratica. Una risposta generica non basta, perché il cliente deve sapere se il blocco dipende da un errore formale o da un ritardo tecnico.

Se il problema è un’informazione inesatta, il nuovo gestore può chiedere di correggere i dati e ripresentare la domanda. Se invece la pratica è valida e il termine regolamentare è superato, occorre conservare SMS, e-mail, schermate dell’area clienti e ogni comunicazione ricevuta. La documentazione serve per contestare il ritardo e verificare l’indennizzo maturato.

L’indennizzo minimo di 2,5 euro al giorno previsto per il ritardo non trasforma un disagio serio in un problema trascurabile. Un numero usato per la banca, per l’accesso a un servizio sanitario, per il lavoro o per contatti familiari ha un valore pratico superiore alla somma riconosciuta. Per questo è opportuno evitare di pianificare il passaggio a ridosso di pagamenti, viaggi o procedure digitali importanti.

Il reclamo deve essere scritto e tracciabile. La PEC o la raccomandata consentono di dimostrare data, destinatario e contenuto della contestazione. Nel testo vanno indicati numero coinvolto, riferimento della richiesta, ritardo riscontrato e domanda di verifica dell’indennizzo previsto dalla normativa e dalle condizioni contrattuali.

Se il reclamo non risolve la questione, il consumatore può utilizzare ConciliaWeb, la piattaforma AGCOM disponibile all’indirizzo conciliaweb.agcom.it. La conciliazione è gratuita e permette di avviare una procedura con l’operatore senza partire subito da un’azione giudiziaria. È utile allegare il reclamo, le risposte ricevute e le prove della data di attivazione della richiesta.

Non ogni cambio è conveniente solo perché il canone appare più basso. Chi ha un vincolo con smartphone rateizzato, una promozione ancora valida o servizi collegati al numero deve confrontare il risparmio mensile con l’uscita effettiva. Un risparmio di 3 euro al mese produce 36 euro in un anno, ma non copre una rata residua di 120 euro pagata in anticipo.

Un altro caso da valutare riguarda il numero che non serve più. Se si intende sostituirlo per ragioni personali o di sicurezza, attivare una nuova numerazione può essere più semplice che richiedere il trasferimento. La portabilità telefonica tutela la continuità, ma non è un obbligo.

Le competenze operatore contano soprattutto per le linee aziendali e VoIP. Un’attività che usa un centralino cloud, numeri geografici, instradamenti di chiamata e gruppi di risposta deve pianificare il passaggio con il provider telefonico. In questi casi il tempo può essere superiore ai due giorni previsti per la mobile number portability ordinaria, perché entrano in gioco configurazioni tecniche e autorizzazioni diverse.

Il controllo dei servizi collegati al numero va fatto prima e dopo il cut-over. Applicazioni bancarie, SPID, account e-mail, piattaforme di acquisto e social network possono richiedere un nuovo invio dell’SMS di conferma. Conservare la vecchia SIM fino alla cessazione effettiva del segnale evita di restare senza accesso durante la finestra di transizione.

Prima di firmare, guardate tre cifre: il canone dopo gli eventuali mesi promozionali, il costo iniziale della SIM e le rate residue di dispositivi o servizi. Se la spesa del primo anno supera il risparmio promesso, il cambio di operatore non sta riducendo davvero il costo.

Quanto costa la portabilità del numero mobile?

Il trasferimento del numero è gratuito. Possono però essere richiesti il costo della nuova SIM, l’eventuale attivazione dell’offerta e gli importi residui di smartphone o servizi collegati al vecchio contratto.

Quanto tempo richiede la portabilità SIM?

Per la telefonia mobile, la delibera AGCOM 147/11/CIR indica il completamento entro 2 giorni lavorativi dalla richiesta corretta. Un errore nell’ICCID o nell’intestazione può richiedere una nuova pratica.

Il credito residuo passa automaticamente al nuovo operatore?

Non sempre. Il credito residuo segue le condizioni del vecchio gestore e può richiedere una domanda di trasferimento o di rimborso. Prima del cambio è utile leggere la sezione recesso o rimborso credito del provider uscente.

Cosa fare se il numero non passa entro i tempi previsti?

Bisogna contattare prima il nuovo operatore e chiedere il motivo del ritardo con il numero della pratica. Se il problema non viene risolto, si può inviare un reclamo scritto e usare gratuitamente la piattaforma ConciliaWeb di AGCOM.