Cos'è la quota cedibile e come si calcola
La quota cedibile è la parte dello stipendio o della pensione che puoi impegnare ogni mese per rimborsare una cessione del quinto. Per legge è al massimo un quinto, cioè il 20%, del netto mensile. Su 1.500 € netti la rata massima è quindi 300 €; su 2.000 € netti sale a 400 €.
Il calcolo parte sempre dal netto in busta o dalla pensione netta. Se ricevi tredicesima e quattordicesima, alcune finanziarie calcolano la media sulle mensilità effettive, ma il tetto del quinto resta il riferimento. La rata è trattenuta alla fonte dal datore di lavoro o dall'ente pensionistico e versata direttamente alla finanziaria.
Dipendenti, statali e pensionati: cosa cambia
Il tetto di un quinto vale per tutti, ma le condizioni cambiano. I dipendenti privati devono avere un contratto a tempo indeterminato con una certa anzianità e il TFR maturato funge da garanzia. Gli statali e i dipendenti pubblici accedono spesso a tassi più bassi, grazie a convenzioni dedicate. I pensionati rientrano nella Convenzione INPS, che fissa tassi massimi a tutela del pensionato, ma con il limite del trattamento minimo.
La durata va da 24 a 120 mesi. A parità di rata, allungare la durata aumenta l'importo ottenibile, ma fa crescere gli interessi totali: guarda sempre il costo complessivo, non solo la cifra che ti mettono in mano.
L'assicurazione obbligatoria e il costo reale
Ogni cessione prevede per legge un'assicurazione contro il rischio vita e, per i dipendenti, contro il rischio impiego. È una tutela reale, ma ha un costo che viene finanziato insieme al prestito e alza il TAEG rispetto al TAN pubblicizzato. È qui che si nasconde il costo reale del prodotto più venduto a pensionati e statali.
Chiedi sempre il dettaglio del premio assicurativo sul Modulo SECCI e confronta il TAEG, non il TAN. Per stimare il costo effettivo di un'offerta usa il verificatore del costo reale; per capire la differenza tra i due indicatori, la guida su TAEG e TAN spiega tutto con esempi.