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Assicurazione mutuo: quando è obbligatoria e quanto costa

2 septembre 2026 20 min de lecture Mis a jour 3 septembre 2026
Questo articolo è stato generato da un'intelligenza artificiale e pubblicato senza una revisione umana approfondita.

Quando si firma un mutuo casa, la rata non è l’unico importo da calcolare. La polizza incendio e scoppio può essere richiesta dalla banca come condizione del finanziamento, mentre le coperture su vita, invalidità e lavoro restano normalmente facoltative. Il punto da controllare è il costo reale: un premio unico finanziato può produrre interessi per molti anni.

In breve, la distinzione tra obbligo e scelta personale evita di pagare una polizza mutuo non adatta o duplicata.

  • La copertura assicurativa contro incendio e scoppio dell’immobile è normalmente richiesta dalle banche mutuo per tutta la durata del finanziamento.
  • Le polizze vita, TCM e CPI sono facoltative e non possono essere imposte come condizione necessaria per ottenere il mutuo.
  • Il premio assicurativo della garanzia richiesta per il mutuo incide sul TAEG, cioè il costo annuo complessivo del finanziamento.
  • Una polizza esterna equivalente deve essere accettata dalla banca secondo le regole di trasparenza previste dalla normativa italiana.
  • Terremoto, alluvione, furto e responsabilità civile richiedono garanzie aggiuntive, perché non rientrano automaticamente nella copertura base.

Assicurazione mutuo obbligatoria: quale polizza serve davvero

L’assicurazione mutuo viene spesso presentata come un pacchetto unico. Non lo è. Dietro questa espressione esistono prodotti diversi, con finalità diverse e con conseguenze molto diverse sul bilancio familiare.

La garanzia che riguarda direttamente l’immobile è la polizza incendio e scoppio. In pratica, rappresenta la protezione richiesta sull’abitazione ipotecata. La banca concede il mutuo avendo l’immobile come garanzia e vuole evitare che un incendio o un’esplosione cancellino il valore del bene su cui ha iscritto l’ipoteca.

Non esiste una norma che obblighi ogni cittadino italiano ad assicurare la propria casa contro incendio e scoppio. L’obbligo nasce però quasi sempre dal contratto di mutuo. Senza una copertura valida, l’istituto può non procedere all’erogazione oppure chiedere il ripristino della garanzia entro un termine indicato nei documenti contrattuali.

La polizza base copre i danni materiali diretti provocati da incendio, esplosione e scoppio. Molti contratti includono anche il fulmine, il fumo, il calore e i danni conseguenti a un corto circuito. Acqua, grandine, vento forte, alluvione, sisma e atti vandalici sono invece spesso esclusi oppure inclusi soltanto con garanzie aggiuntive.

Il beneficiario del risarcimento è normalmente la banca, fino all’importo del debito residuo. Questo meccanismo si chiama vincolo a favore del mutuante. Se un sinistro grave distrugge l’immobile e il capitale residuo del mutuo è pari a 120.000 euro, la compagnia può liquidare anzitutto tale importo all’istituto finanziatore. L’eventuale somma eccedente spetta al proprietario secondo le condizioni di polizza.

Questa struttura chiarisce un punto spesso trascurato. La polizza incendio e scoppio protegge anche il patrimonio del mutuatario, ma nasce prima di tutto per proteggere il credito della banca. Per questo bisogna controllare che il capitale assicurato non sia fissato in modo insufficiente.

Polizza TCM e CPI: protezioni facoltative per vita, salute e lavoro

La TCM, Temporanea Caso Morte, è una polizza vita con capitale decrescente. Il capitale assicurato diminuisce nel tempo seguendo, in modo approssimativo, il debito residuo del mutuo. In caso di decesso dell’assicurato, la compagnia versa alla banca quanto serve per estinguere il finanziamento nei limiti previsti dal contratto.

La CPI, Credit Protection Insurance, è una copertura assicurativa più ampia collegata al credito. Può comprendere decesso, invalidità totale permanente, inabilità temporanea, ricovero e perdita involontaria del lavoro. La sigla CPI indica quindi una polizza di protezione del credito, non un obbligo automatico per chi richiede un finanziamento.

La garanzia per perdita di impiego riguarda di regola chi ha un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Non è una protezione generalizzata contro ogni riduzione di reddito. Un lavoratore autonomo, un professionista o chi ha un contratto a termine deve leggere con attenzione le esclusioni, perché il rischio coperto potrebbe non coincidere con la sua situazione lavorativa.

Le polizze facoltative non possono essere imposte come requisito per la concessione del mutuo. L’articolo 28 del Decreto-Legge n. 1 del 2012, convertito nella Legge n. 27 del 2012, tutela la libertà del cliente nella scelta della compagnia. La banca può proporre una polizza, ma non può far passare un prodotto facoltativo come obbligatorio.

Un mutuo di 150.000 euro in 25 anni può avere una rata sostenibile sulla carta e diventare più pesante se viene aggiunto un premio unico di alcune migliaia di euro per una CPI. Se quel premio viene finanziato, genera interessi insieme al capitale del mutuo. Il costo assicurazione va quindi letto prima della firma e non dopo l’accredito.

La scelta di una garanzia vita o lavoro richiede una valutazione concreta del reddito familiare, delle persone a carico, delle coperture già presenti e della stabilità professionale. Questo contenuto ha finalità informativa e non costituisce consulenza personalizzata, fiscale, legale o mediazione creditizia. Per un esame del proprio contratto è utile rivolgersi alla banca, a un intermediario iscritto all’OAM o a un’associazione dei consumatori.

Una garanzia richiesta per l’immobile e una copertura facoltativa sulla persona non sono alternative: rispondono a rischi distinti e devono restare distinguibili anche nei preventivi.

Table de travail avec calculatrice et tableaux de remboursement pour calculer le coût d'une assurance prêt
Illustration générée par intelligence artificielle.

Costo assicurazione mutuo: premio annuale, premio unico e TAEG

Il costo assicurazione di un mutuo non ha un prezzo fisso. Cambia in base al valore di ricostruzione dell’immobile, alla durata mutuo, alle garanzie scelte, alla zona in cui si trova la casa e alla modalità di pagamento. Per una copertura incendio e scoppio semplice, le stime di mercato disponibili nel 2026 mostrano spesso importi annui nell’ordine di alcune decine o alcune centinaia di euro, ma il preventivo resta l’unico dato utilizzabile per decidere.

Una polizza incendio e scoppio su un’abitazione con valore di ricostruzione di 200.000 euro può costare, a titolo esemplificativo, 150 euro l’anno. Su 20 anni, senza variazioni di premio, l’esborso nominale sarebbe di 3.000 euro. Se la stessa protezione include terremoto, alluvione, danni da acqua e responsabilità civile, il costo può salire molto, soprattutto nelle aree esposte a rischio sismico o idrogeologico.

Il valore da assicurare non dovrebbe coincidere automaticamente con il prezzo pagato per la casa. Il prezzo di acquisto comprende anche posizione, terreno, mercato locale e altri elementi che non coincidono con il costo di ricostruzione. Una somma assicurata troppo bassa può creare una scopertura. Una somma eccessiva produce invece un premio più alto senza garantire necessariamente un indennizzo superiore al danno effettivo.

Quando il premio unico aumenta il costo del mutuo casa

Il premio può essere pagato ogni anno oppure in un’unica soluzione anticipata. Il pagamento annuale distribuisce la spesa nel tempo e rende più semplice cambiare compagnia o interrompere la copertura quando il mutuo viene estinto. Il premio unico anticipato elimina le scadenze annuali, ma deve essere osservato con maggiore attenzione.

Se il premio unico viene pagato con denaro proprio, l’impatto è immediato ma non genera interessi sul mutuo. Se invece viene aggiunto al capitale finanziato, si prendono in prestito anche i soldi necessari per pagare l’assicurazione. Da quel momento si pagano interessi non soltanto sull’acquisto della casa, ma anche sul premio.

Un esempio chiarisce il meccanismo. Un mutuo di 150.000 euro in 20 anni con TAN del 3,20% può richiedere una rata indicativa vicina a 847 euro, al netto di spese e assicurazioni. Il TAN, Tasso Annuo Nominale, indica il tasso applicato al capitale. Non comprende tutte le spese obbligatorie.

Se viene finanziato anche un premio unico di 4.000 euro, il capitale sale a 154.000 euro. Con le stesse ipotesi di durata e TAN, la rata indicativa cresce e gli interessi maturano anche sui 4.000 euro della copertura. Il premio iniziale non costa più 4.000 euro: nell’arco del piano di rimborso può arrivare a pesare sensibilmente di più.

Il TAEG, Tasso Annuo Effettivo Globale, esprime il costo complessivo del credito su base annua e serve per confrontare offerte con costi differenti. Quando una polizza è obbligatoria per ottenere il mutuo, il relativo costo deve essere considerato nel TAEG. Una CPI davvero facoltativa non entra invece nel calcolo, proprio perché il mutuo può essere ottenuto senza sottoscriverla.

Il confronto non deve fermarsi al TAN pubblicizzato. Il TAEG più basso può segnalare un mutuo meno costoso, a parità di capitale, durata e condizioni. Occorre comunque leggere il PIES, il Prospetto informativo europeo standardizzato, e verificare le spese di istruttoria, perizia, incasso rata, imposta sostitutiva e assicurazione richiesta.

Modalità di pagamento Impatto immediato Effetto sul costo complessivo Flessibilità in caso di estinzione
Premio annuale Spesa ripartita nel tempo Non genera interessi se pagato separatamente Generalmente più semplice da interrompere o sostituire
Premio unico pagato subito Esborso elevato alla stipula Resta pari al premio versato, salvo imposte e condizioni Può dare diritto al rimborso della quota non goduta
Premio unico finanziato Capitale del mutuo più alto Genera interessi per tutta o parte della durata Richiede verifica puntuale del rimborso residuo

Le spese accessorie cambiano il costo finale più di quanto suggerisca una rata iniziale apparentemente contenuta. Una lettura dedicata delle spese accessorie del finanziamento aiuta a riconoscere gli importi che non devono restare fuori dal confronto.

Il premio assicurativo va confrontato come si confronta il tasso: sul totale pagato e non soltanto sulla cifra mensile proposta.

Polizza mutuo esterna e libertà di scelta davanti alla banca

Le banche mutuo possono richiedere che l’immobile sia assicurato contro incendio e scoppio. Non possono però obbligare il cliente a comprare la polizza proposta dallo stesso gruppo bancario se il cliente presenta una copertura equivalente emessa da una compagnia autorizzata.

La regola nasce per evitare che il mutuo diventi un canale per vendere assicurazioni a condizioni non confrontabili. L’articolo 28 del Decreto-Legge n. 1/2012 stabilisce obblighi di trasparenza quando il finanziamento è condizionato alla stipula di un contratto assicurativo. L’istituto deve mettere il consumatore in condizione di valutare alternative e non può peggiorare le condizioni del credito perché viene scelta una compagnia esterna.

Una polizza esterna deve rispettare i requisiti richiesti dalla banca. In genere servono una garanzia incendio e scoppio valida per l’intera durata del finanziamento, un capitale assicurato adeguato e il vincolo a favore dell’istituto. Non basta quindi presentare una comune polizza casa se esclude i rischi richiesti o se non consente il vincolo.

Documenti da controllare prima di firmare la copertura assicurativa

Il preventivo non basta. Una polizza può avere un premio basso perché presenta franchigie elevate, esclusioni ampie o massimali insufficienti. La franchigia è l’importo che resta a carico dell’assicurato dopo il sinistro. Lo scoperto è invece una percentuale del danno che non viene rimborsata.

  • Il set informativo deve indicare con precisione i rischi coperti, le esclusioni e le condizioni che sospendono la garanzia.
  • Il capitale assicurato deve essere confrontato con il valore di ricostruzione e con il debito residuo richiesto dalla banca.
  • La presenza del vincolo a favore della banca deve essere formalizzata nei documenti della compagnia.
  • Le garanzie contro sisma, alluvione e danni da acqua devono essere verificate separatamente, perché spesso non sono incluse nella formula base.
  • Le modalità di rimborso del premio non goduto devono essere chiare in caso di estinzione o surroga.

IVASS, Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, è l’autorità italiana che vigila sul mercato assicurativo. Sul sito IVASS si possono controllare gli elenchi delle imprese autorizzate e consultare gli avvisi relativi a soggetti non abilitati. Un’offerta arrivata via telefono o messaggio non sostituisce mai la verifica dell’impresa e della documentazione contrattuale.

Esiste anche un problema di sovrapposizione. Chi possiede già una polizza casa multirischio può avere una garanzia incendio attiva sull’immobile. In questa situazione non è corretto pagare automaticamente una seconda copertura. Occorre verificare se la polizza esistente rispetta capitale, rischi e vincolo richiesti per il mutuo.

La surroga trasferisce il mutuo a una nuova banca senza cancellare l’ipoteca e senza applicare costi al cliente nei casi previsti dalla legge. La polizza incendio e scoppio può essere mantenuta aggiornando il vincolo verso il nuovo finanziatore, oppure sostituita con una nuova formula. Il cambio di banca non autorizza l’istituto subentrante a imporre una polizza propria senza lasciare spazio a una soluzione equivalente.

In caso di estinzione anticipata, una polizza pagata in anticipo può dare diritto alla restituzione della parte di premio relativa al periodo non utilizzato, al netto di imposte e secondo il contratto. Le condizioni di annullamento non vanno date per scontate: è utile conoscere le regole sul rimborso e annullamento delle polizze prima di sottoscrivere un premio pluriennale.

La libertà di scelta vale soltanto se il mutuatario confronta documenti equivalenti, non se mette accanto una copertura completa e una formula economica ma incompleta.

Copertura assicurativa per terremoto, alluvione e altri rischi della casa

La polizza incendio e scoppio non risolve ogni danno che può colpire un immobile. Il terremoto non è normalmente incluso nella garanzia base. Lo stesso vale, nella maggior parte dei contratti, per alluvioni, esondazioni, frane, infiltrazioni, grandine, furto e responsabilità civile verso terzi.

Questa distinzione pesa soprattutto in Italia, dove la distribuzione dei rischi territoriali è molto disomogenea. Nelle zone classificate a maggiore pericolosità sismica, una scossa può produrre danni strutturali non indennizzabili dalla sola polizza obbligatoria di base. In aree vicine a fiumi, torrenti, coste o versanti instabili, allagamento ed esondazione richiedono garanzie specifiche.

Le compagnie calcolano il premio sulla probabilità degli eventi e sull’entità potenziale dei danni. Per questo il medesimo appartamento, con uguale superficie e valore di ricostruzione, può avere prezzi molto differenti in Lombardia, Toscana, Abruzzo, Calabria o Sicilia. Non è un semplice divario geografico: riflette mappe di rischio, caratteristiche edilizie, sinistrosità e costi di ricostruzione.

Quanto incidono territorio e caratteristiche dell’immobile

Le fasce seguenti sono soltanto ordini di grandezza indicativi osservabili sul mercato nel 2026 per una casa con copertura base o multirischio. Non rappresentano tariffe ufficiali né preventivi vincolanti. Età dell’edificio, comune, classe di rischio, massimali e franchigie possono spostare il costo in modo rilevante.

Area indicativa Polizza incendio e scoppio base annua Formula con eventi catastrofali annua Fattore che può incidere di più
Nord urbano 120-200 euro 250-400 euro Valore di ricostruzione e furto
Centro con rischio misto 150-250 euro 350-600 euro Sisma e rischio idrogeologico
Sud e Isole ad alta esposizione 180-300 euro 500-900 euro Sisma, dissesto e alluvione

Una garanzia terremoto può aumentare il premio in modo marcato. Tra un immobile in zona sismica 1 e uno in zona 4, la sola componente sismica può variare di diverse volte. Un edificio datato, con vulnerabilità maggiore, può ricevere condizioni più costose o limiti contrattuali specifici.

La responsabilità civile del capofamiglia merita un controllo separato. Può intervenire, per esempio, se una perdita d’acqua proveniente dall’appartamento causa danni al vicino. Non serve a rimborsare il proprio immobile, ma protegge da richieste di risarcimento verso terzi. In un condominio questa differenza ha conseguenze economiche concrete.

La tutela legale può aiutare nelle controversie con condominio, vicini o fornitori, ma non sostituisce una valutazione legale individuale. Anche furto e rapina devono essere letti per quello che coprono davvero. Alcune formule risarciscono il contenuto, altre soltanto danni a porte e finestre, altre prevedono limiti stringenti per gioielli e oggetti di valore.

I premi per eventi calamitosi su unità immobiliari residenziali possono beneficiare della detrazione IRPEF del 19%, secondo le regole fiscali vigenti per le polizze stipulate dal 1° gennaio 2018. La detrazione non trasforma una garanzia costosa in una garanzia economica. Riduce una parte del costo sostenuto e deve essere verificata nella dichiarazione dei redditi con un professionista abilitato.

La casa va assicurata contro il danno che potrebbe compromettere il patrimonio, non contro un elenco indistinto di eventi che non trovano spazio nelle condizioni contrattuali.

Mancato pagamento dell’assicurazione mutuo e tutela del rischio finanziario

Lasciare scadere la copertura incendio e scoppio non equivale a dimenticare una bolletta ordinaria. Se quella garanzia è prevista dal contratto di mutuo, la sua sospensione può diventare un inadempimento verso la banca. Il danno maggiore, però, arriva prima: durante il periodo di scopertura un incendio può colpire un immobile ancora gravato da debito.

L’articolo 1901 del Codice Civile disciplina gli effetti del mancato pagamento del premio. Se non viene pagata la prima rata o il premio unico, la garanzia resta sospesa fino al pagamento. Per le rate successive, la copertura resta generalmente operante per 15 giorni dalla scadenza. Dopo quel periodo, la compagnia può sospendere l’efficacia dell’assicurazione.

Se si verifica un incendio mentre la polizza è sospesa, la compagnia non è tenuta a risarcire. Il mutuatario resta proprietario di un immobile danneggiato e continua a dover rimborsare il capitale residuo, salvo interventi previsti da altre garanzie. Questa è la forma più concreta di rischio finanziario legato alla mancata copertura.

Quando il problema riguarda rate del mutuo e polizze CPI

La banca può richiedere il ripristino della polizza obbligatoria entro il termine previsto dal contratto. Se il cliente non presenta una nuova copertura valida, l’istituto può valutare le conseguenze contrattuali. Nei casi gravi, l’inadempimento può concorrere a rendere più delicato il rapporto di credito, fino alla richiesta di rientro secondo le clausole applicabili.

Il mancato pagamento della CPI facoltativa ha un effetto diverso. Il mutuo non diventa automaticamente irregolare solo perché una polizza vita o lavoro è sospesa. Si perde però la protezione collegata a decesso, invalidità, inabilità o disoccupazione, se prevista dal contratto. Al verificarsi dell’evento, la rata resta a carico del debitore o degli eredi.

Il ritardo nel pagamento delle rate del mutuo produce interessi di mora e può portare a segnalazioni nelle banche dati creditizie. La CRIF è una società che gestisce un Sistema di Informazioni Creditizie, detto SIC, utilizzato dagli intermediari per valutare l’affidabilità di chi chiede credito. Una segnalazione non nasce necessariamente dal primo giorno di ritardo, ma ignorare solleciti e comunicazioni aggrava la posizione.

La disciplina del credito immobiliare prevede che la banca possa dichiarare la decadenza dal beneficio del termine quando il ritardo nel pagamento supera i limiti stabiliti dalla normativa e dal contratto. Per i mutui dei consumatori, un ritardo rilevante può maturare quando l’importo non pagato raggiunge l’equivalente di 18 rate mensili, secondo il quadro introdotto dal decreto legislativo n. 72 del 2016. Restano da verificare le clausole contrattuali e il caso concreto.

Una CPI non paga automaticamente una rata in ritardo. Interviene solo se il mancato pagamento deriva da un evento assicurato e se rispettano carenza, franchigia temporale, documentazione richiesta ed esclusioni. Una perdita volontaria del lavoro, una patologia preesistente non dichiarata o un evento avvenuto nel periodo di carenza possono restare esclusi.

Chi affronta una difficoltà temporanea dovrebbe contattare la banca prima che gli arretrati aumentino. Possono esistere strumenti come sospensione della rata, rinegoziazione o altre soluzioni, ma dipendono dai requisiti e dalle decisioni dell’istituto. Le previsioni sull’andamento dei tassi influenzano inoltre il peso delle rate variabili: per orientarsi nel contesto, può essere utile seguire le previsioni sui tassi dei mutui senza trasformarle in una promessa sul futuro.

Il debito residuo non scompare con la difficoltà economica e l’assicurazione interviene soltanto entro i confini precisi della garanzia acquistata.

Durata mutuo, estinzione anticipata e diritti sul premio non goduto

La durata mutuo e quella della polizza devono procedere insieme. La garanzia incendio e scoppio richiesta dalla banca deve restare valida fino all’estinzione del finanziamento. Una copertura che scade due anni prima della fine del piano di ammortamento lascia un vuoto che va colmato, anche se il mutuo è stato sempre pagato regolarmente.

La TCM collegata al mutuo ha normalmente un capitale decrescente e una durata pari al piano di rimborso. La CPI può invece essere annuale, pluriennale oppure rinnovabile. Questa differenza cambia la possibilità di modificare la protezione quando cambiano lavoro, reddito, composizione familiare o debito residuo.

L’estinzione anticipata del mutuo apre un passaggio da verificare con cura. Se la polizza è stata pagata con premio unico e copre anni non più necessari, il contraente può chiedere il rimborso della quota relativa al periodo residuo, salvo imposte e costi esplicitamente indicati. Il Regolamento IVASS n. 35 del 2010 disciplina i criteri applicabili ai contratti assicurativi connessi ai finanziamenti.

Il rimborso non va confuso con un automatismo. Occorre inviare la richiesta alla compagnia o al soggetto indicato nella documentazione, allegando la prova dell’estinzione del mutuo. Prima di accettare un premio anticipato di lunga durata, è utile verificare formula di calcolo, tempi di liquidazione e possibilità di mantenere una copertura casa anche dopo la chiusura del finanziamento.

Come scegliere senza confondere prezzo basso e tutela insufficiente

La polizza più economica non è sempre la meno costosa nel tempo. Una formula da 110 euro l’anno con una franchigia di 2.500 euro può risultare poco utile per danni frequenti e di importo contenuto. Una formula più cara, con franchigia limitata e garanzie coerenti con l’immobile, può offrire una protezione più concreta.

La stessa prudenza serve per le coperture sulla persona. Una TCM può essere sensata quando il reddito principale della famiglia dipende da una sola persona e il debito residuo è elevato. Una CPI con molte garanzie può invece avere un premio sproporzionato se contiene esclusioni che riducono la probabilità di ottenere l’indennizzo.

Il confronto deve partire da almeno tre documenti: il PIES del mutuo, il set informativo della polizza e il preventivo di una compagnia esterna. La banca deve spiegare quale copertura minima è richiesta e deve accettare un’alternativa equivalente. Un rifiuto immotivato di una polizza esterna merita una richiesta scritta di chiarimento.

Chi vuole valutare soltanto la protezione in caso di decesso può approfondire il costo dell’assicurazione vita e confrontarlo con il capitale residuo da proteggere. Non serve acquistare una copertura sovradimensionata rispetto al debito. Non serve nemmeno sottostimare la durata necessaria per lasciare scoperti gli anni finali del mutuo.

La documentazione assicurativa deve indicare in modo leggibile eventuali periodi di carenza. La carenza è il periodo iniziale in cui la garanzia può non essere attiva, pur essendo già pagata. Nelle polizze per invalidità, malattia o perdita di impiego, 30, 60 o 90 giorni di carenza possono cambiare l’utilità della protezione davanti a un evento ravvicinato.

Prima di firmare, guardate una sola cifra: il costo totale del mutuo comprensivo delle garanzie obbligatorie. Se il premio unico viene finanziato, chiedete quanto pagherete in interessi anche su quell’importo.

L’assicurazione mutuo è obbligatoria per legge?

Per un mutuo ipotecario la banca richiede normalmente una polizza incendio e scoppio sull’immobile dato in garanzia. Le polizze vita, TCM e CPI restano invece facoltative e non possono essere imposte come requisito per ottenere il finanziamento.

La banca può obbligare a scegliere la sua compagnia assicurativa?

No. Il cliente può presentare una polizza esterna equivalente, emessa da una compagnia autorizzata, con le garanzie minime e il vincolo richiesto dalla banca. L’istituto non può rifiutarla senza una ragione oggettiva legata alla non equivalenza della copertura.

Quanto costa una polizza incendio e scoppio per il mutuo?

Il costo dipende dal valore di ricostruzione, dalla zona, dalla durata, dalle franchigie e dalle garanzie incluse. Una copertura base può costare alcune decine o alcune centinaia di euro l’anno; terremoto e alluvione possono aumentare sensibilmente il premio.

Cosa succede se il premio della polizza obbligatoria non viene pagato?

Dopo i termini previsti dall’articolo 1901 del Codice Civile, la garanzia può essere sospesa. Se si verifica un sinistro durante la sospensione, la compagnia può non risarcire. La banca può inoltre chiedere il ripristino immediato della copertura prevista dal contratto di mutuo.

In caso di estinzione anticipata si recupera il premio assicurativo?

Per una polizza pagata in anticipo è possibile chiedere il rimborso della quota di premio non goduta relativa al periodo successivo all’estinzione, secondo le condizioni contrattuali e al netto degli importi non rimborsabili come le imposte.