Il PSV oggi è pari a 0,818 €/Smc, secondo il dato aggiornato al 21 settembre 2026 e ricavato dalle rilevazioni Snam/GME. Il valore è sceso del 5,10% rispetto alla giornata precedente, ma resta sopra molte medie osservate tra l’autunno 2025 e la primavera 2026. Per una famiglia con riscaldamento autonomo, pochi centesimi in più per ogni Smc incidono sul conto finale nei mesi freddi.
In breve
- Il PSV è il riferimento del mercato gas italiano e misura il costo all’ingrosso della materia prima.
- Il 21 settembre 2026 la quotazione gas è di 0,818 €/Smc, mentre la media di settembre è 0,837 €/Smc.
- Le offerte indicizzate applicano normalmente una formula composta da PSV mensile e spread del fornitore.
- Un prezzo fisso protegge dalle oscillazioni, ma può costare di più se il mercato energetico torna a scendere.
- Il prezzo esposto in bolletta non coincide mai con il solo PSV, perché comprende rete, imposte, IVA e costi commerciali.
PSV oggi e quotazione del gas al 21 settembre 2026
Il PSV, acronimo di Punto di Scambio Virtuale, è l’indice che rappresenta il prezzo gas all’ingrosso in Italia. Non è una tariffa domestica e non è il prezzo che una famiglia paga direttamente al fornitore. È il valore di partenza sul quale vengono costruite molte tariffe gas variabili del mercato libero.
Al 21 settembre 2026, il PSV giornaliero è indicato in 0,818 €/Smc, pari a circa 76,41 €/MWh. Smc significa standard metro cubo ed è l’unità utilizzata nella bolletta del gas naturale. MWh significa megawattora ed è l’unità più frequente nei mercati all’ingrosso europei.
Il valore del giorno è inferiore alla media mensile di settembre, fissata a 0,837 €/Smc. Questa differenza non implica da sola una bolletta più bassa. Le offerte indicizzate usano spesso la media del mese di fornitura, non l’ultima quotazione giornaliera disponibile.
La media del PSV degli ultimi dodici mesi disponibili è pari a 0,499 €/Smc. Il confronto mostra quanto settembre si collochi su livelli più alti rispetto alla media annuale. Per chi consuma gas soprattutto per il riscaldamento, attendere soltanto il dato quotidiano può portare a valutazioni sbagliate.
Come leggere il dato PSV senza confonderlo con la bolletta
Un’offerta indicizzata può riportare una formula come “PSV mensile + 0,10 €/Smc”. Se il PSV mensile è 0,837 €/Smc, la componente energia della materia prima diventa 0,937 €/Smc. A questa cifra si sommano poi le quote fisse, il trasporto, la gestione del contatore, le imposte e l’IVA.
Un consumo annuo di 1.000 Smc, comune in un’abitazione con riscaldamento autonomo, permette di vedere l’effetto con numeri concreti. Uno spread di 0,10 €/Smc equivale a circa 100 euro annui sulla sola materia prima. Uno spread di 0,20 €/Smc porta lo stesso costo a circa 200 euro annui, prima dell’IVA.
Il confronto corretto non si fa quindi tra una pubblicità che mostra “PSV + spread” e un’altra che mostra un prezzo fisso senza spiegare la quota commerciale. Occorre leggere il documento di sintesi dell’offerta e verificare sia il corrispettivo variabile sia il costo fisso mensile. Una quota fissa di 12 euro al mese costa 144 euro l’anno anche se il consumo gas è basso.
Il dato odierno ha un peso limitato per chi usa il gas soltanto per cucinare. Diventa invece rilevante per chi alimenta caldaia, acqua calda e riscaldamento. La stessa oscillazione di 0,10 €/Smc pesa molto diversamente su 150 Smc annui e su 1.400 Smc annui.
La quotazione gas va letta come un termometro del mercato, non come il totale da pagare. Il numero utile per il bilancio familiare è sempre il costo complessivo previsto in euro all’anno, calcolato sul proprio consumo reale.

Come funziona il PSV nel mercato gas italiano
Il Punto di Scambio Virtuale è una piattaforma digitale nella quale operatori, grossisti, trader e fornitori acquistano e vendono gas naturale immesso nella rete nazionale. La gestione tecnica della rete è collegata a Snam, mentre i dati di mercato vengono pubblicati anche dal Gestore dei Mercati Energetici, noto come GME.
Il PSV non è un luogo fisico. È un punto contabile nel quale viene trasferita la disponibilità del gas all’interno della rete italiana. Ogni scambio concluso contribuisce alla formazione dei prezzi che i fornitori usano come riferimento per molte offerte indicizzate.
Il meccanismo ricorda il ruolo svolto dal PUN per l’energia elettrica, anche se le due grandezze riguardano mercati diversi. Il PUN è associato al prezzo all’ingrosso dell’elettricità. Il PSV riguarda invece la materia prima gas e influenza le tariffe gas variabili.
La conversione tra €/MWh e €/Smc richiede il PCS, cioè il potere calorifico superiore del gas. In via indicativa, un fattore di 0,0107 permette di passare da €/MWh a €/Smc. Un valore di 50 €/MWh corrisponde quindi a circa 0,535 €/Smc.
Perché il prezzo può muoversi rapidamente
L’andamento prezzi dipende da più fattori concreti. Le temperature incidono sulla domanda di riscaldamento. I livelli degli stoccaggi condizionano la disponibilità nelle settimane fredde. Le manutenzioni delle infrastrutture, i flussi dai gasdotti e gli eventi geopolitici possono modificare il prezzo in tempi brevi.
Una variazione superiore al 5% in una sola giornata non è normale in una fase tranquilla, ma può verificarsi durante una tensione sull’offerta o un improvviso aumento della domanda. Il calo del 5,10% registrato il 21 settembre 2026 va quindi collocato nel movimento di tutto il mese, non isolato come se fosse una garanzia per ottobre o novembre.
La media di settembre pari a 0,837 €/Smc risulta più alta di agosto, quando il dato medio era 0,692 €/Smc. Il salto è significativo. Per ogni 1.000 Smc di consumo annuo, una differenza teorica di 0,145 €/Smc equivale a 145 euro sulla materia prima, prima dei costi accessori e dell’IVA.
Il fornitore non trasferisce sempre le oscillazioni nello stesso modo. Alcuni contratti aggiornano il corrispettivo sulla media mensile. Altri possono utilizzare formule con periodi specifici o costi aggiuntivi. Per questo motivo, il nome “indicizzata” non basta a comprendere il contratto.
Il mercato energetico può restare calmo per settimane e poi cambiare direzione in poche sedute. Chi sceglie un’offerta variabile deve accettare che la spesa mensile segua questa realtà, senza aspettarsi importi identici durante tutto l’anno.
Andamento del prezzo gas PSV negli ultimi dodici mesi
Per valutare una quotazione gas non basta leggere il valore giornaliero. La media mensile riduce l’effetto delle oscillazioni brevi e aiuta a vedere la direzione del mercato. I dati disponibili tra ottobre 2025 e settembre 2026 mostrano una fase iniziale su livelli più bassi, seguita da un rialzo netto durante l’estate.
Nel dicembre 2025, la media PSV era di 0,317 €/Smc. A gennaio 2026 era salita a 0,389 €/Smc e a febbraio era scesa a 0,355 €/Smc. Tra aprile e giugno il valore si è mosso nell’area compresa tra 0,497 e 0,521 €/Smc, senza raggiungere ancora i livelli osservati a fine estate.
Il cambio di passo appare da luglio. La media mensile è passata da 0,594 €/Smc in luglio a 0,692 €/Smc in agosto, fino a 0,837 €/Smc in settembre. In soli tre mesi, la materia prima ha registrato un incremento di circa 0,243 €/Smc rispetto a giugno.
| Mese | Media PSV €/Smc | Media PSV €/MWh |
|---|---|---|
| Settembre 2026 | 0,837 €/Smc | 78,18 €/MWh |
| Agosto 2026 | 0,692 €/Smc | 64,71 €/MWh |
| Luglio 2026 | 0,594 €/Smc | 55,50 €/MWh |
| Giugno 2026 | 0,507 €/Smc | 47,38 €/MWh |
| Febbraio 2026 | 0,355 €/Smc | 33,16 €/MWh |
| Dicembre 2025 | 0,317 €/Smc | 29,64 €/MWh |
I valori sono elaborati dai dati Snam/GME e convertiti da €/MWh a €/Smc con il fattore PCS approssimativo di 0,0107. La media a dodici mesi di 0,499 €/Smc mostra una distanza evidente dal valore medio di settembre. Questo scarto spiega perché le offerte a prezzo fisso pubblicizzate in estate possano avere condizioni più elevate rispetto ai mesi precedenti.
Come usare lo storico per scegliere tra prezzo fisso e indicizzato
Uno storico non permette di prevedere il futuro con certezza. Serve però a distinguere un prezzo eccezionalmente basso da una quotazione già salita per più mesi. Una tariffa fissa proposta quando il PSV è a 0,837 €/Smc incorpora spesso una protezione contro eventuali rincari, ma anche un margine commerciale richiesto dal fornitore.
Un’offerta indicizzata tende a risultare più trasparente quando lo spread è basso e la quota fissa è contenuta. Se il PSV rientra verso la media degli ultimi dodici mesi, il cliente beneficia della discesa in bolletta. Se invece il mercato continua a salire durante l’inverno, il costo segue il rialzo.
Un’offerta fissa a 1,05 €/Smc per la sola materia prima appare costosa rispetto al PSV giornaliero di 0,818 €/Smc. Il giudizio cambia se il contratto dura 24 mesi e il mercato supera quel livello nei mesi successivi. Il costo certo ha un valore, ma deve essere pagato consapevolmente e non confuso con un risparmio automatico.
Per chi vuole approfondire la composizione del corrispettivo in bolletta, è utile confrontare il prezzo del gas al metro cubo con le voci fisse e regolamentate applicate al proprio contratto. Il PSV è solo una parte di una spesa più ampia.
Guardare almeno sei o dodici mesi evita una scelta basata sull’emotività del dato quotidiano. Il mercato può premiare un contratto variabile in una fase e un prezzo bloccato in un’altra, mentre il consumo annuo resta il dato decisivo per stimare l’impatto reale.
PSV e TTF: differenze tra mercato italiano ed europeo
Il TTF, acronimo di Title Transfer Facility, è il principale indice europeo per il gas naturale e viene negoziato nei Paesi Bassi. Il PSV è il punto di riferimento italiano. I due benchmark si muovono spesso nella stessa direzione perché riflettono la domanda e l’offerta di una materia prima collegata a livello continentale.
Il prezzo italiano può però risultare più alto del TTF. La differenza viene definita spread PSV-TTF. Riguarda i costi di trasporto verso l’Italia, l’uso delle infrastrutture, la liquidità degli scambi e le condizioni specifiche del sistema nazionale.
In fasi ordinarie, lo spread può attestarsi intorno a 1 o 2 €/MWh. Nei periodi più tesi può salire verso 5 o 6 €/MWh. Convertito in Smc, uno scarto di 5 €/MWh corrisponde approssimativamente a 0,0535 €/Smc, una cifra che su 1.200 Smc annui vale oltre 64 euro sulla sola materia prima.
| Indice | Mercato di riferimento | Utilizzo principale |
|---|---|---|
| PSV | Italia | Base delle offerte gas indicizzate nazionali |
| TTF | Paesi Bassi ed Europa | Benchmark europeo all’ingrosso |
| Pfor | Italia regolata da ARERA | Riferimento storico della tutela gas terminata |
Perché seguire il TTF aiuta a comprendere il PSV
Quando il TTF perde rapidamente 5 €/MWh, il PSV tende generalmente a scendere a sua volta. Il movimento italiano può avere un ritardo di uno o due giorni e può essere attenuato o amplificato dallo spread. Il collegamento non è matematico, ma ignorare il benchmark europeo significa perdere una parte rilevante del contesto.
Il TTF reagisce alle notizie sugli stoccaggi europei, sui flussi di GNL, sulle forniture via gasdotto e sui consumi industriali. Il PSV aggiunge poi la componente italiana. Una tensione nelle infrastrutture nazionali può far aumentare il prezzo domestico anche se il dato europeo resta più stabile.
Le misure pubbliche adottate negli anni di crisi energetica hanno cercato anche di ridurre il differenziale italiano rispetto ai benchmark europei. Il risultato non può essere dato per scontato. Ogni mese il rapporto tra PSV e TTF deve essere letto sulla base dei dati effettivi e delle condizioni di approvvigionamento.
Chi firma un’offerta indicizzata non compra direttamente gas al TTF. Il contratto domestico italiano usa di norma il PSV o un parametro equivalente dichiarato dal fornitore. Un’offerta legata al TTF richiede quindi una lettura molto attenta delle condizioni economiche e dello spread applicato.
Il confronto tra i due indici è utile per capire il movimento del mercato gas, ma non sostituisce il controllo del contratto. In bolletta conta la formula scritta dal fornitore, con il suo indice, il suo margine e le sue quote fisse.
Prezzo fisso o indicizzato al PSV nelle tariffe gas
Dopo la fine della maggior tutela gas per i clienti non vulnerabili, avvenuta il 1° gennaio 2024, la scelta ricade sulle offerte del mercato libero. Non esiste per il gas un passaggio equivalente al Servizio a Tutele Graduali previsto nel settore elettrico. La decisione tra prezzo fisso e indicizzato richiede quindi attenzione alle condizioni economiche.
La tariffa indicizzata trasferisce in bolletta la variazione del PSV mensile, aggiungendo uno spread previsto dal contratto. Il prezzo fisso blocca invece il corrispettivo della materia prima per un periodo stabilito, spesso 12 o 24 mesi. Le altre voci regolamentate e fiscali non restano necessariamente ferme.
Una famiglia con 1.100 Smc annui di consumo può osservare meglio la differenza. Con un PSV medio di 0,837 €/Smc e uno spread di 0,10 €/Smc, la materia prima costa circa 1.031 euro annui prima delle altre componenti. Con un’offerta fissa a 1,00 €/Smc, la stessa parte costa 1.100 euro.
La differenza teorica è di 69 euro l’anno, ma non chiude il confronto. Se il PSV salisse a 1,05 €/Smc, il contratto indicizzato arriverebbe a 1,15 €/Smc con lo spread ipotizzato. In quel caso il prezzo fisso a 1,00 €/Smc avrebbe un vantaggio di circa 165 euro sulla materia prima per 1.100 Smc.
Quando una tariffa variabile può essere coerente con il consumo
La soluzione indicizzata richiede una tolleranza alle oscillazioni. Può essere adatta a chi ha consumi limitati, a chi usa il gas soprattutto per cucina e acqua calda e a chi può gestire una bolletta meno prevedibile. Non è una scelta prudente per chi ha un bilancio mensile già molto rigido e teme rincari nel pieno della stagione termica.
- Un’offerta PSV può essere valutata quando lo spread è chiaramente indicato e le quote fisse non annullano il possibile vantaggio.
- Un prezzo fisso merita attenzione quando il consumo gas è alto e la priorità è conoscere in anticipo il costo della materia prima.
- Le offerte con sconti iniziali richiedono la verifica del prezzo applicato dopo la scadenza della promozione.
- Il consumo stimato deve essere confrontato con gli Smc riportati nelle bollette di almeno dodici mesi.
Il diritto di ripensamento per i contratti conclusi a distanza o fuori dai locali commerciali è normalmente di 14 giorni, secondo le regole del Codice del Consumo. Il diritto non sostituisce la lettura preventiva della scheda sintetica. Firmare e controllare dopo può creare problemi inutili, soprattutto se sono previste procedure di attivazione e voltura.
Un’offerta commerciale come Enel Flex Gas va valutata guardando indice, spread, quota fissa e condizioni di durata. Il nome dell’operatore non dice da solo quanto si pagherà. Due contratti dello stesso fornitore possono avere costi annui molto diversi.
Le oscillazioni del gas incidono anche sulle aspettative relative ai tassi e al costo del denaro. Per chi segue entrambi i temi, le previsioni sui tassi dei mutui aiutano a distinguere le dinamiche del credito da quelle dell’energia, che dipendono da mercati e rischi differenti.
Queste informazioni hanno finalità divulgative e non costituiscono consulenza personalizzata né intermediazione. Per una scelta contrattuale che incide in modo rilevante sulla spesa familiare, il documento dell’offerta e i dati di consumo storici restano la base concreta della valutazione.
Quanto vale il PSV oggi?
Al 21 settembre 2026 il PSV è pari a 0,818 €/Smc, equivalente a circa 76,41 €/MWh. Il valore giornaliero è inferiore alla media di settembre 2026, pari a 0,837 €/Smc.
Il PSV è il prezzo finale del gas in bolletta?
No. Il PSV rappresenta il costo all’ingrosso della materia prima. La bolletta include anche spread del fornitore, quote fisse, trasporto, gestione del contatore, oneri, accise e IVA.
Qual è la differenza tra PSV e TTF?
Il PSV è il riferimento del mercato italiano, mentre il TTF è il principale benchmark europeo quotato nei Paesi Bassi. Il PSV può risultare più alto del TTF per costi di trasporto, infrastrutture e minore liquidità del mercato nazionale.
Come si converte il PSV da €/MWh a €/Smc?
La conversione usa il potere calorifico superiore del gas, stimato intorno a 0,0107. Un valore di 50 €/MWh corrisponde quindi a circa 0,535 €/Smc.
È meglio una tariffa gas fissa o indicizzata?
La tariffa indicizzata segue il PSV e può diminuire quando il mercato scende. Il prezzo fisso dà maggiore prevedibilità ma può includere un costo superiore. La valutazione richiede il confronto tra consumo annuo, spread, quota fissa e durata contrattuale.